Obbligo di provvedere con un atto esplicito anche in caso di silenzio assenso in materia edilizia

(TAR Campania 4906/2020)

Una società presenta ricorso per l’accertamento della illegittimità del silenzio – rifiuto dopo avere presentato un permesso di costruire per la realizzazione di alloggi residenziali e dopo avere soddisfatto le integrazioni richieste, non avendo ottenuto una pronuncia nei termini di cui l’art. 20 del D.P.R. 380/01;

Diverso tempo dopo, invece, il Comune emanava una comunicazione di preavviso di diniego ex art. 10 bis l. 241/90,  rappresentando, in particolare, che la ricorrente non essendo consorziata non rispettava il regime di concessione occorrente per l’attuazione del programma costruttivo, che la destinazione d’uso commerciale indicata nella richiesta non era prevista nel programma, che lo stesso programma costruttivo risulta ormai non vigente e che il presupposto per la concessione di volumetria era subordinato alla effettiva realizzazione di opere di urbanizzazione primarie e secondarie che, nel caso di specie, non erano ancora state realizzate.

I giudici ritengono illegittima l’inerzia tenuta dal Comune in quanto viola l’obbligo di definire il procedimento amministrativo avviato ad impulso di parte – nella specie avente ad oggetto un interesse pretensivo – mediante l’adozione, nei termini, di un provvedimento espresso e motivato (art. 2 e ss. l. n. 241/90). E aggiungono che il preavviso di diniego costituisce – infatti – un atto meramente procedimentale, non idoneo a soddisfare l’interesse della ricorrente ad una definitiva risposta alla sua istanza, connessa ad un interesse sostanziale all’esercizio dello ius aedificandi.

Inoltre, la sussistenza dell’obbligo in questione non è messa in dubbio dal meccanismo del silenzio-assenso di cui all’art. 20 D.P.R. n. 380/2001;

Viene inoltre affermato che “Il fatto che l’effetto autorizzatorio discenda in modo diretto ed immediato dal silenzio – assenso, ex art. 20, comma 8, d.P.R. n. 380 del 2001, non è incompatibile con il rilievo dell’obbligo a carico dell’Amministrazione di provvedere alla formazione del titolo autorizzatorio documentale, eventualmente utilizzabile nei rapporti con i soggetti terzi, oltre che nei riguardi dello stesso soggetto pubblico”.

Non è degno di nota il rilievo che il titolare non abbia una posizione giuridica soggettiva che le consente di chiedere il permesso di costruire e sussiste comunque l’obbligo dell’amministrazione comunale di provvedere con una determinazione espressa (favorevole o meno) sull’istanza della ricorrente.

Il ricorso viene, quindi, accolto ordinando al Comune di provvedere entro il termine di 30 (trenta) giorni e viene nominato un Commissario ad acta, affinché provveda nell’ipotesi di ulteriore inadempienza dell’amministrazione comunale.

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