(di Antonio Forte)
Le progressioni verticali presuppongono procedure selettive o valutazioni di merito e non automatismi legati alla mera anzianità.
La controversia risolta dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 2569/2026 sorge dall’impugnazione in sede di ottemperanza del decreto con cui l’Amministrazione si era adeguata a un precedente giudicato, riconoscendo a un dipendente la restituzione delle somme trattenute per malattia da causa di servizio e la ricostruzione della carriera ai fini giuridici ed economici, previdenziali e di fine rapporto. Il ricorrente deduceva l’incompletezza dell’adempimento, lamentando che la ricostruzione della carriera avrebbe dovuto ricomprendere anche le progressioni verticali e i passaggi di qualifica a cui avrebbe potuto aspirare se non vi fosse stata l’illegittima contrazione dell’anzianità.
Il Consiglio di Stato respinge l’istanza di ottemperanza, focalizzando la decisione sulla natura giuridica dell’avanzamento professionale nelle pubbliche amministrazioni. I giudici di Palazzo Spada evidenziano come la progressione verticale sia strutturalmente disancorata da automatismi legati al mero decorso del tempo. L’accesso a qualifiche superiori postula necessariamente lo svolgimento di specifici scrutini o di procedure concorsuali interne fondate sulla valutazione comparativa dei candidati. L’anzianità di servizio, pur potendo costituire un titolo rilevante o determinare un posizionamento di vantaggio nelle graduatorie, rileva come mero fattore concorrente e non possiede un’efficacia automaticamente costitutiva del diritto al superiore inquadramento. Di riflesso, il nesso causale tra l’erroneo computo del periodo di assenza e il mancato avanzamento professionale non genera un diritto soggettivo alla qualifica, bensì un pregiudizio qualificato in termini di perdita di chance. Una simile posta risarcitoria non può peraltro trovare ingresso nel giudizio di esecuzione se l’originaria sentenza di merito si è limitata a disporre la ricostruzione dello status quo ante sul piano strettamente retributivo e previdenziali.
Antonio Forte – Segretario comunale