(di Antonio Forte)

Le autorizzazioni di pubblica sicurezza sono rilasciate intuitu personae ai sensi dell’art. 8 del TULPS, fondandosi sulla verifica dei requisiti morali e professionali del titolare e non sull’oggettività dell’impresa. Il venir meno dell’affidabilità dell’amministratore unico, accertato tramite reiterate violazioni di settore, legittima la revoca unitaria e complessiva di tutti i titoli autorizzatori a lui intestati, senza possibilità di parcellizzare il difetto dei requisiti a una singola attività.

La controversia sorge dall’impugnazione del decreto prefettizio che ha disposto la revoca globale delle licenze di polizia rilasciate all’amministratore unico di una società, abilitata a svolgere investigazioni private, servizi di steward e controlli nelle attività di intrattenimento. L’organo prefettizio ha fondato l’atto sul riscontro di dieci distinte violazioni normative accumulate in un triennio. Tra i rilievi principali figurano l’impiego reiterato di personale ispettivo privo di iscrizione negli elenchi prefettizi, l’omessa comunicazione dei nominativi degli operatori alle autorità competenti e l’uso di tesserini non conformi, oltre a un grave episodio di mancata collaborazione e comunicazione con la Questura in occasione del decesso di un avventore. La società ricorrente ha censurato il provvedimento lamentando lo sviamento di potere e la violazione del principio di proporzionalità, sul presupposto che le irregolarità accertate riguardassero esclusivamente il settore dell’intrattenimento e che, pertanto, la sanzione non dovesse estendersi alle licenze per investigazione e stewarding. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, con la sentenza n. 8218/2026, ha respinto il gravame, chiarendo la natura giuridica dei titoli di polizia. L’ordinamento non configura tali licenze come beni oggettivi dell’azienda, bensì come provvedimenti indissolubilmente legati alla condotta e all’affidabilità del soggetto persona fisica che ne assume la responsabilità legale. I requisiti generali di buona condotta prescritti dall’art. 11 del TULPS costituiscono la base comune e trasversale di ogni titolo di pubblica sicurezza. Di conseguenza, la valutazione dell’autorità amministrativa investe necessariamente l’interezza della figura soggettiva dell’amministratore. Quando la condotta di quest’ultimo si rivela incompatibile con le esigenze di ordine e sicurezza pubblica attraverso abusi o reiterate violazioni, la perdita dell’affidabilità riverbera i propri effetti su ogni altra autorizzazione di polizia in capo al medesimo soggetto.

Anche la tesi prospettata dalla difesa del ricorrente del possibile effetto sanante dei pregressi illeciti a seguito della trasformazione dell’impresa da individuale a societaria è stata giudicata priva di pregio giuridico dal collegio.

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Antonio Forte – Segretario comunale