Come l’ago in un pagliaio: alla ricerca del CIG perduto
Che cosa è la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici?
La Banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP), attraverso le sue sezioni e componenti, rende disponibili i servizi e le informazioni necessari allo svolgimento delle fasi dell’intero ciclo di vita dei contratti pubblici. Nella costruzione dell’ecosistema sono stati individuati tutti i flussi di dati che le piattaforme devono trasmettere alla BDNCP per la corretta gestione delle fasi del ciclo di vita dei contratti e, mediante tale trasmissione, vengono automaticamente assolti i relativi obblighi di trasparenza e pubblicità legale.
Quando la BDNCP riceve, da una piattaforma di approvvigionamento digitale certificata, uno specifico flusso di dati relativo alla pubblicazione di un bando, la BDNCP provvede a rilasciare il CIG e ad assolvere ai relativi obblighi di pubblicazione in ambito europeo e nazionale; allo stesso modo, quando la BDNCP riceve dalla piattaforma un flusso di dati relativo ai soggetti che hanno presentato un’offerta in gara, consente l’accesso al fascicolo virtuale dell’operatore economico per effettuare le necessarie verifiche.
Le modalità di funzionamento della BDNCP sono stabilite nel provvedimento ex art. 23 del Codice dei Contratti Pubblici, adottato con delibera dell’ANAC n. 261 del 20 giugno 2023.
La consultazione dei dati disponibili sulla Banca Dati stessa, a partire dalle diverse maschere di ricerca, appare tuttavia un punto dolente: nonostante le importanti potenzialità del servizio, che consentirebbe di effettuare ricerche particolarmente flessibili e di dettaglio, sia con riguardo alle categorie merceologiche e ai settori di servizi e lavori, sia con riguardo alle stazioni appaltanti e altri elementi identificativi dei contratti, il recupero dei dati è rallentato e ostacolato oltre misura dalla lentezza con cui la piattaforma “risponde” alle interrogazioni degli utenti. Non sono infrequenti i casi di errore nella ricerca, ma neppure i casi di malfunzionamento dei link che, per legge, dovrebbero assolvere a parte degli obblighi di trasparenze e consentire l’accesso ad alcune informazioni relative alle procedure di affidamento dei contratti pubblici.
Più facile e disponibile è la consultazione “diretta” mediante il link https://dettaglio-cig.anticorruzione.it/cig/**********, dove è possibile indicare il CIG a cui si desidera “accedere”. La schermata consente anche di esportare direttamente in pdf il risultato della consultazione. (questo metodo presuppone però sapere già il CIG e quindi – evidentemente- non è adatto).
Da sempre più efficiente lo strumento di ricerca disponibile sulla piattaforma per la Pubblicità a Valore Legale, dove tuttavia occorre, oltre al CIG o ad altro elemento identificativo, richiamare la tipologia di avviso: bando, avviso di indagine di mercato, esito di gara… La consultazione, infatti, non avviene utilizzando come “unità di misura” gli appalti o i singoli lotti, con i relativi CIG, bensì gli avvisi “coperti” da un obbligo di pubblicazione legale. Su questa piattaforma, pertanto, non è possibile effettuare ricerche relative a contratti e CIG che non siano interessati da un obbligo di pubblicazione nazionale (per esempio, gli affidamenti diretti “semplificati” per importi inferiori ai 5.000,00 euro).
Francesco Bertelli