di Carmine Robert La Mura
Segretario Comunale | Dottore Commercialista e Revisore Enti locali
(Commento a CdS sez. V n. 3278/26 Caringella Presidente)
Quando il quinto d’obbligo entra nella lex specialis, non resta un dettaglio ornamentale: diventa parte del valore dell’appalto e pesa anche sulla qualificazione. Il Consiglio di Stato lo ricorda con una sentenza che fa scuola e che, per gli uffici gara, vale più di un promemoria con evidenziatore rosso
Massima
Nei contratti pubblici, il valore stimato dell’appalto deve essere determinato includendo il quinto d’obbligo quando esso sia previsto nel disciplinare di gara; ne consegue che tale componente incide anche sulla verifica dei requisiti di qualificazione degli operatori economici.
Caso
La controversia nasce da una procedura di gara per lavori stradali, aggiudicata dalla Provincia di Teramo a Oraizon S.r.l. e contestata da F&I Lavori S.r.l. In primo grado, la questione ruotava attorno alla corretta lettura dei requisiti di partecipazione e, in particolare, al rilievo del quinto d’obbligo ai fini del valore complessivo dell’appalto.
Appello principale
L’appello principale di F&I Lavori è stato accolto perché il Consiglio di Stato ha ritenuto decisivo il dato per cui, se il quinto d’obbligo è contemplato negli atti di gara, esso non può essere trattato come un elemento estraneo alla stima dell’appalto. Di conseguenza, la qualificazione dell’aggiudicataria andava parametrata sul valore globale così determinato, non su una base ridotta o artificiosamente segmentata.
Appello incidentale
L’appello incidentale di Oraizon è stato respinto perché tutte le censure sono state ritenute infondate. In particolare, il quarto motivo, che contestava l’illegittimità della clausola del disciplinare ove interpretabile nel senso di richiedere la qualificazione per euro 14.779.542,07 (importo peraltro sproporzionato rispetto al quadro economico), è stato rigettato poiché la disciplina di gara aveva espressamente previsto il quinto d’obbligo quale componente del valore stimato ex art. 14, comma 4, d.lgs. 36/2023, rendendo la clausola perfettamente coerente con la normativa.
Nota pratica
Per le stazioni appaltanti, la lezione è molto concreta: lex specialis, quadro economico e verifica dei requisiti devono parlare la stessa lingua. Se nel bando o nel disciplinare il quinto d’obbligo è previsto, va considerato già nella fase di impostazione del valore stimato e nella successiva verifica della qualificazione.
Il quarto motivo incidentale insegna che non si può attaccare come “irragionevole” ovvero “teorica” una clausola che si limita a recepire la previsione normativa sul valore stimato: chi scrive la gara sceglie anche di difenderla fino in fondo