il Consiglio di Stato sugli appalti in materia di sorveglianza e portierato

(di Massimo Asaro)

Cons. Stato, Sez. VI, sent. 13/10/2020 n. 6194 (link)

Le prestazioni di portierato e reception si sostanziano in compiti di mera sorveglianza (non armata), di regolazione dell’accesso del pubblico, di attivazione e controllo di impianti di sicurezza, di vigilanza e di salvaguardia dell’integrità di beni e di impianti in maniera puramente passiva (Cons. Stato, Sez. III, 28/07/2020, n. 4789). Nello specifico, non richiedono un intervento attivo attività quali il “mantenimento della sicurezza anticrimine”; la “prevenzione di danneggiamenti, sabotaggio, furti e deturpazioni”; il “rilievo di fatti compromettenti la sicurezza”; il “controllo di comportamenti impropri”, l’“intervento in caso di reato”; l’“allontanamento dalla struttura delle persone estranee”.

La vigilanza (attiva) implica invece un’attività di difesa diretta dei beni e compete alle sole guardie particolari giurate, di cui agli artt. 133 e 134 del TULPS.

Sull’argomento si vedano anche le Linee guida n. 10 dell’ANAC (delib. n. 462/2018, par. 2) e il connesso parere del Consiglio di Stato, Comm. Spec. n. 1173/2018.

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