L’affidamento diretto si è trasformato nella modalità ordinaria di gestione degli acquisti sotto soglia, determinando un incontrollabile fenomeno di addensamento dei valori contrattuali in prossimità dei limiti legali che impone un rigoroso controllo sulla corretta stima del valore degli appalti e sul divieto di frazionamento artificioso. La conferma arriva direttamente dall’ANAC, all’esito di uno studio di settore riguardante i settori dei servizi e delle forniture nel quadriennio 2021-2024, fotografando gli effetti combinati della decretazione emergenziale post-pandemica e del nuovo Codice dei contratti pubblici.
Il panorama degli acquisti pubblici nell’ultimo quadriennio ha subito una mutazione strutturale profonda, segnando il definitivo passaggio da una logica di deroga emergenziale a un regime di stabilità procedurale, codificato, in via ordinaria, dal D.Lgs. 36/2023. I dati forniti dall’Autorità Nazionale Anticorruzione rivelano come l’affidamento diretto ex art. 50 non rappresenti più un’eccezione, bensì ormai la regola dominante, per oltre il novantacinque per cento delle procedure relative a servizi e forniture. Tale tendenza trova la sua giustificazione nella volontà del legislatore di privilegiare la celerità e il principio del risultato, innalzando le soglie di accesso alle procedure semplificate. Tuttavia, l’analisi tecnica evidenzia una pericolosa criticità sistematica definita come “effetto soglia” o “bumping”, ovverosia la tendenza delle stazioni appaltanti a calibrare l’importo delle prestazioni in modo da attestarsi immediatamente al di sotto del limite dei centoquarantamila euro. Questa distribuzione – del tutto non naturale – dei valori di mercato suggerisce un adattamento dinamico della domanda pubblica finalizzato a sottrarsi agli oneri della procedura negoziata o delle procedure ordinarie. Il fenomeno appare particolarmente marcato nei settori caratterizzati da bassa standardizzazione, come i servizi intellettuali e di consulenza, dove la discrezionalità nella determinazione dell’oggetto contrattuale è più ampia. Per le amministrazioni di minori dimensioni, il ricorso all’affidamento diretto sfiora la quasi totalità dei casi, sollevando dubbi sulla reale capacità tecnica di gestire il confronto competitivo e sulla possibile compressione del principio di accesso al mercato. In questo contesto, l’azione del Responsabile Unico di Progetto deve orientarsi verso un rigore motivazionale estremo, specialmente nella fase di stima del valore del contratto ex art. 14 del Codice. La semplificazione procedurale, secondo l’ANAC, non deve tradursi in una forma elusione dei principi di concorrenza e trasparenza attraverso frazionamenti artificiosi, che restano soggetti a rigorosa vigilanza. La sfida per la Pubblica Amministrazione consiste nel bilanciare la necessaria velocità dell’azione amministrativa con la correttezza economica delle scelte operate, garantendo che il ricorso massivo agli affidamenti diretti non pregiudichi l’efficienza complessiva della spesa pubblica e la qualità delle prestazioni acquisite.
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https://www.anticorruzione.it/-/addensamento-sottosoglia-affidamenti-diretti-servizi-forniture-2021-2024