L’impostazione della proposta di modifica della disciplina di destinazione e utilizzo delle risorse introitate dalla sanzioni previste dal codice della strada, attualmente oggetto di consultazione prima di essere sottoposta all’esame preliminare del Consiglio dei Ministri, appare contraria ai principi di autonomia finanziaria degli enti locali sanciti dall’articolo 119 della Costituzione.
I vincoli assoluti di destinazione proposti dalla proposta di riforma del codice non possono comprimere totalmente l’autonomia finanziaria degli Enti Locali, i quali annualmente devono poter definire le politiche di spese in base alla totalità di risorse di cui possono disporre, ivi incluse le spese per il personale della Polizia Locale dedicato ai servizi di controllo elettronico e pattugliamento, nonché alla promozione della cultura della sicurezza stradale.
Tra queste infatti possono esserci ulteriori disponibilità di fondi a destinazione vincolata come ad esempio contributi regionali, statali, europei che già assolvono le esigenze di spesa negli ambiti previsti e devono conseguentemente essere liberi nel poter disporre delle risorse derivanti dal codice della strada secondo esigenze residuali rispetto ad altri contributi finalizzati.
Stesso principio vale per la proposta di modifica relativa ai proventi delle aree di sosta o dei parcheggi a pagamento, che deve tenere conto che si tratta di un provento di un servizio pubblico di cui gode l’utente, che figura tra le entrate dell’Ente Locale il quale, nella propria autonomia finanziaria sancita dall’articolo 119 della Costituzione, deve avere la facoltà di scelta nell’allocare le risorse per il finanziamento delle proprie funzioni.
Il confronto con il Ministero è aperto ed è auspicabile che, prima della formulazione definitiva, possono essere introdotti i correttivi che ANCI e UPI stanno chiedendo, fermi gli obiettivi di investire una quota dei proventi per la realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, ivi comprese la segnaletica e le barriere di protezione, come finora avvenuto.
Carlo Rapicavoli