TAR Campania: Non è in conflitto di interessi il dipendente che avendo espresso il diniego al condono ne esamina l’opposizione

TAR Campania, sezione di Salerno, 1619/2020

(SF) Opponendosi al provvedimento di diniego relativo a una pratica di condono un cittadino lamenta, tra l’altro, che il funzionario dell’Ufficio Condono avrebbe dovuto astenersi dal sottoscrivere il provvedimento essendosi già predittivamente pronunciato in senso sfavorevole sull’istanza di condono nelle proprie relazioni tecniche.

I giudici del TAR, rigettando tale rilievo affermano che nessun obbligo di astensione era fondatamente predicabile in capo al funzionario e al riguardo rilevano che, per ius receptum, le cause d’incompatibilità sancite dall’art. 51 cod. proc. civ. sono esportabili, in omaggio al principio generale di imparzialità dell’agere amministrativo ex art. 97 Cost., in tutti i campi dell’azione amministrativa, in quanto presunzioni di doverosa declinatoria eccepibile dalla parte interessata  e che l’obbligo di astensione figura disciplinato dall’art. 7 del d.p.r. n. 62/2013 (Codice di comportamento dei dipendenti pubblici)

Ebbene, nella specie, non è in concreto configurabile a carico del menzionato funzionario comunale alcuna ipotesi di conflitto di interessi e di connessa incompatibilità di cui agli artt. 51 cod. proc. civ. e 7 del d.p.r. n. 62/2013.

Ciò, in primis, perché il diniego di condono risulta pronunciato non già dal soggetto in parola, bensì dal Dirigente del Settore Governo del Territorio, Ambiente e Attività Produttive. E poi, e in termini ancor più dirimenti, perché il funzionario comunale si è limitato ad esprimere nelle proprie relazioni tecniche – ossia in atti aventi natura meramente istruttoria e portata meramente endoprocedimentale –, in via del tutto interlocutoria, il proprio avviso sfavorevole in merito all’accoglibilità della domanda di condono, senza, perciò solo, condizionare e, tanto meno, vincolare l’andamento e l’esito del non ancora definito iter di sanatoria (opinare altrimenti, nei sensi propugnati dal ricorrente, porterebbe a postulare, per default, l’incompatibilità di ogni organo responsabile del procedimento e/o promanante il provvedimento conclusivo che abbia preannunciato all’interessato i motivi ostativi all’accoglimento della propria istanza amministrativa);

La mera formulazione predittiva di un convincimento in ordine all’insanabilità delle opere controverse era, dunque, di per sé, insuscettibile di rivelare l’emersione di un interesse personale confliggente con la cura dell’interesse pubblico idoneo a sostanziare la tesi dell’obbligo di astensione;

In questo senso, occorre rimarcare che le norme in tema di incompatibilità nell’espletamento delle funzioni giudiziarie non sono automaticamente traslabili al campo dell’azione amministrativa: ed invero, «la differenza tra funzione giurisdizionale (volta all’espressione di un giudizio neutrale rispetto agli interessi delle parti coinvolte nel giudizio) e funzione amministrativa (volta al perseguimento di uno specifico interesse pubblico) importa pure una diversa declinazione del principio di imparzialità; cosicché l’obbligo di astensione del pubblico dipendente, nell’ambito di una attività amministrativa … appare configurabile solo laddove ricorra un contrasto tra interessi personali del dipendente e la cura dell’interesse pubblico perseguito dall’ufficio al quale è preposto.

Come pure occorre rimarcare che il sistema legale delle competenze rende fisiologico, e per certi versi necessario, che le funzioni di controllo e legittimazione delle attività edilizie (esercitate in sede di rilascio dei titoli edilizi anche in sanatoria) e le funzioni di repressione delle attività edilizie acclarate come abusive (esercitate in sede di irrogazione delle sanzioni previste per le singole fattispecie illecite) vengano a strettamente intrecciarsi e ad essere, perciò, assolte (almeno in fase istruttoria) dai medesimi organi amministrativi; ed occorre, quindi, concludere nel senso della insussistenza di elementi, ivi compresi i tempi e le modalità di espletamento del procedimento, capaci di connotare l’operato del funzionario comunale in termini di conflitto col pubblico interesse, tale da imporre l’evocato obbligo di astensione.

 

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