Nelle procedure concorsuali l’accesso non incontra il limite della riservatezza

(sf) Il Tar Lazio (11050/2022) esamina il ricorso di una partecipante a una prova selettiva per il conferimento di incarichi di incarichi di collaborazione per il supporto ai procedimenti amministrativi connessi all’attuazione del PNRR che, non essendo stata inclusa tra gli esperti selezionati ha chiesto, tra l’altro, copia dell’elenco dei professionisti e gli esperti registrati sul Portale del reclutamento, che risultano essere in possesso dei requisiti richiesti dall’Avviso pubblicato sul medesimo Portale per la selezione degli “Esperti nella gestione e nel monitoraggio di progetti complessi” che abbiano indicato l‘ambito territoriale della propria regione e copia della scheda di valutazione relativa alla domanda dell’odierna istante.

il Dipartimento della Funzione pubblica ha negato l’accesso richiesto fornendo un elenco senza l’indicazione dei nominativi e ha rigettato la richiesta ricorrendo a diverse motivazioni, tra cui il mancato utilizzo della “pec personale”.

Il Tribunale amministrativo, dopo avere precisato che l’art. art. 65, comma 1, lett. c), d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (C.A.D.) dispone che, per essere valida, un’istanza presentata per via telematica alla pubblica amministrazione, se non proveniente dalla PEC dell’interessato, deve essere da questi sottoscritta ed accompagnata da un documento di identità dell’interessato medesimo, ha ribadito che in linea di principio, sussiste il diritto di accedere a tutti gli atti della procedura concorsuale e non vi sono limiti ai documenti ostensibili, essendo noto che le domande e i documenti prodotti dai candidati, i verbali, le schede di valutazione e gli stessi elaborati di un concorso pubblico costituiscono documenti rispetto ai quali deve essere esclusa in radice l’esigenza di riservatezza e tutela dei terzi, posto che i concorrenti, prendendo parte alla selezione, hanno acconsentito a misurarsi in una competizione di cui la comparazione dei valori di ciascuno costituisce l’essenza della valutazione” (cft., ex plurimis, T.A.R. Roma, Lazio, sez. II, 10/12/2019, n. 14140).

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