Consiglio di Stato: la buona fede e la correttezza rientrano tre le responsabilità precontrattuali delle stazioni appaltanti

di Enrica Daniela Lo Piccolo

Consiglio di Stato 7237/2020

Con la sentenza in rassegna, i Giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto che la Stazione Appaltante è soggetta a responsabilità precontrattuale nella scelta del contraente laddove non abbia rispettato l’obbligo di improntare la propria condotta al canone di buona fede e correttezza in ogni fase della trattativa.
Infatti, le regole privatistiche si affiancano a quelle pubblicistiche in ogni fase della trattativa e non solo nella fase successiva all’individuazione del contraente, poiché tutte le fasi sono strettamente connesse in chiave teleologica. La differenza tra i due ambiti non può quindi rinvenirsi nella loro applicazione, bensì nelle sole conseguenze, poiché la violazione delle regole privatistiche determina la responsabilità dell’Amministrazione mentre la violazione di quelle pubblicistiche, di regola, l’invalidità degli atti.
Pertanto, anche nella fase di scelta del contraente l’Amministrazione deve rispettare le regole privatistiche, adottando comportamenti tali da non ledere il legittimo affidamento serbato dal privato, informandolo tempestivamente dell’eventuale esistenza di cause ostative a una positiva conclusione delle trattative.

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